Sei un mito/Giornalismo
GAD LERNER. Elegante per nascita, equidistante per stile, riesce a intervistare con la medesima leggerezza un capo di Stato e un krumiro Bistefani. Per rispondere alle accuse di Berlusconi alla Cina maoista riguardo la bollitura dei bambini, ha tirato in ballo i lager. Classe.
GIOVANNI FLORIS. L’unico giornalista che ha tenuto testa a Berlusconi, quando cercava di imbeccare le risposte a Gianni Alemanno. Memorabile la sua risposta all’accusa del Cav. di drogare la trasmissione in maniera faziosa evitando di sottolineare le incoerenze della sinistra: «Pubblicità».
FABIO FAZIO. Multato dall’Authority per violazione della par condicio, nel suo programma ha invece invitato decine e decine di ospiti in ossequio al pluralismo. Qualche nome? Roberto Benigni, Sabina Guzzanti, Furio Colombo, Nanni Moretti. Pluralissimo.
BONINI&D’AVANZO. Fecero scoppiare Telekom Serbia e dopo due anni la fecero terminare bollandola come “una trappola”, ora svelano i veri retroscena della guerra in Irak attraverso il Nigergate: altro che petrolio, Bush si è spaventato per un pezzo d’uranio inventato dagli 007 italiani un po’ deviati.
MICHELE SERRA. Principe dell’ironia sottile e mai volgare (storica la copertina di Cuore con Craxi dietro le sbarre e il titolo “Pensiero stupendo”), ora combatte per la libertà di espressione senza se e senza ma. Introvabile il suo attacco contro D’Alema per la querela a Forattini: chi lo trova se lo tenga stretto, vale una fortuna.
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