Sei un mito/Sport

RAFFAELE GUARINIELLO. Ovviamente al primo posto c’è un giudice, archetipo del rivoluzionario della nuova Italia. Come i magistrati di Milano hanno azzerato la Prima Repubblica, Guariniello tenta di azzerare la Juventus su cui indaga dal 1998. Per ora le dà e le prende e il match è ancora in corso.
CRISTIANO LUCARELLI. Il calciatore più famoso a Cuba, il ragazzo della curva rossa. Lui indossa la canotta del Che, a Varadero indossano la sua del Livorno. «Eravamo io, Fidel, Paco Peña, Muhammad Ali, Mimmo Locasciulli e Cristiano Lucarelli», biascica Gianni Minà (o è Fiorello?) alla radio.
ZDENEK ZEMAN. Secondo l’Avvocato era scappato dalla Cecoslovacchia per via dei comunisti, ma qui è diventato il tecnico più comunista del mazzo, per via della battaglia antidoping contro la Juve. Magari non è comunista, però è diventato un’icona giustizialista. Sigaretta pendula dal labbro e giudizio a senso unico.
FRANCO BALDINI. L’anti-Moggi. Ex dg della Roma è rimasto disoccupato a causa dell’inciucio con la Juve. Voleva riportare Zeman alla Roma. L’hanno segnalato al Parma, ma di lui per ora si sono perse le tracce. Sta pronto al rientro in caso di cambio di vento anche nel calcio.
ALDO BISCARDI. Cresciuto a Paese Sera (celebre il suo immaginifico attacco «stormi di piranha oscuravano il cielo»), diventato inimitabile a Rai Tre, è rosso come lo sono i suoi capelli. Cioè così così. Il segreto del suo successo è che galleggia tra destra e sinistra da trent’anni. Ieri, oggi e domani. Chi l’ammazza?

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