Sei un turista? Paga il canone
Prima si era capito che anche chi ha un videocitofono può, ai sensi di una legge vecchia di 70 anni, vedersi recapitata la letterina con cui la Rai chiede il pagamento del canone. Poi, per aggiungere assurdo a ridicolo, si è scoperto che anche i turisti stranieri dotati di videotelefonino o navigatore satellitare dovrebbero pagarlo. Perchè il Regio decreto legge 246 del 1938 prevede che anche «i turisti e i viaggiatori residenti all’estero che vengono a soggiornare temporaneamente nel territorio dello Stato, portando seco un apparecchio portatile, od un apparecchio sistemato su autovettura» debbano pagare una sorta di canone temporaneo nella forma di una «licenza di temporanea importazione». Si è scoperto che gli esercizi pubblici e le imprese in generale dovrebbero pagare il canone speciale di abbonamento, se solo hanno un computer. Sarebbero da includere tutti gli apparecchi provvisti di schermo, dalla videocamera all’iPod, perché adattabili alla ricezione di programmi tv. Qui nasce il paradosso. Perché mentre le famiglie ricevono lettere in cui si intima il pagamento minacciando azioni giudiziarie, enti locali e uffici pubblici non ricevono nessuna domanda di pagamento. Da un’indagine dell’Aduc risulta che il maggior evasore sarebbe lo Stato italiano. Il record spetta alle Poste italiane, che con 14.000 uffici dovrebbero pagare un canone da 13 milioni di euro. Secondo l’Istat in Italia esistono 4.371.087 imprese e 6.075.000 lavoratori indipendenti; il 91,7 pe r cento di queste imprese ha internet e un computer. Il corrispettivo in canone sarebbe di 742 milioni di euro, ma l’evasione nel campo degli abbonati speciali è altissima, circa il 96 per cento. Perciò un’interrogazione parlamentare chiede al Tesoro di fare un po’ di chiarezza. O chiedere il canone a tutti, turisti, passanti, negozianti, sportelli bancari, uffici del comune, o a nessuno.
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