Sentinelle del mattino non per Cristo, ma per gli accordi di Kyoto
Si riuniranno il 7 luglio a Genova per una presentazione ufficiale le 48 associazioni cattoliche che hanno steso e sottoscritto il “manifesto delle associazioni cattoliche ai leader del G8”, da alcuni già definite «sentinelle del mattino» a motivo delle allusioni al noto brano di Isaia contenute nel testo. Nel brano biblico in questione gli esegeti individuano la più antica profezia della nascita di Cristo, che il profeta evoca come «una luce che sorge». I firmatari del manifesto, invece, definiscono “notte” la situazione internazionale caratterizzata da “La guerra”, “Il Debito” e “Povertà”, e “Una luce che sorge” la lunga serie di richieste generiche e proposte politico-economiche contro i problemi del mondo che avanzano senza preoccuparsi troppo dei dettagli e delle critiche puntuali di cui alcune di esse sono oggetto. Gli accordi di Kyoto e l’istituzione di una tassa sul modello della Tobin Tax vengono sacralizzati come modi giusti e indiscutibili rispettivamente di proteggere l’ambiente e di frenare la speculazione finanziaria, anche se entrambi gli obiettivi sono assolutamente al di fuori della portata dei provvedimenti proposti, che anzi possono peggiorare la situazione. Si proclama di volere “una vera libertà di mercato”, ma poi si propone l’abolizione dei meccanismi di mercato e un assetto di tipo sovietico per gli scambi di prodotti agro-alimentari («prevedere un meccanismo di regolamentazione produttiva e distributiva che definisca quote produttive alle nazioni e garantisca stabilità dei prezzi»).
La tragedia dei malati di Aids è affrontata, secondo la demagogia corrente, come problema di «sforzi per rendere i farmaci per la cura dell’Aids accessibili a tutti coloro che sono infetti», senza affrontare la questione dei sistemi sanitari africani non all’altezza e della accresciuta resistenza del virus che ne deriverebbe.
Pensano di risolvere il problema del costo dei medicinali nel Terzo mondo mettendo in discussione i diritti della proprietà intellettuale (il risultato sarebbe il crollo della ricerca, quindi della possibilità di inventare nuovi farmaci). Il loro invito a impedire «lo sfruttamento lavorativo delle persone» perché «costo del lavoro più basso e più competitivo non deve significare umiliante» sarà colto al balzo dai politici, imprenditori e sindacalisti protezionisti del Nord del mondo per impedire il trasferimento di posti di lavoro nel Sud. Si preoccupano della spesa sociale nei paesi poveri, ma non spendono una parola sulla mancanza di incentivi all’imprenditoria locale, che metterebbe in grado i paesi di svilupparsi e sostenere la spesa sociale. Fra i firmatari compaiono alcune delle principali associazioni cattoliche: Acli, Agesci, Azione Cattolica, Focolarini, istituti missionari, ecc.
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