Senza Io, non c’è dio
Vedi, sono quasi tre anni che io e la mia famiglia viviamo negli Stati Uniti. Siamo venuti qui perché siamo appassionati del nostro lavoro. Non che in Italia ci trovassimo male, anzi… Ma per chi come noi si occupa di informatica questo Paese dà opportunità enormi in termini di esperienza professionale. Era una tappa che non volevamo mancare. E poi eravamo così curiosi di conoscere gli States. Dell’America avevamo un’immagine molto stereotipata. Hollywood, i marines, Kennedy, Woody Allen e Bill Gates sono luoghi comuni, il “Bignami” dell’America per gli europei. La realtà vissuta ogni giorno è molto di più, cambia la prospettiva ed è l’unico modo per conoscere questo Paese. Una vita impegnativa , ma serena… Poi è successo quello che sai: New York, Washington, chissà cosa verrà ancora… Noi viviamo in California a migliaia di chilometri di distanza, ma l’impatto è stato lo stesso: immenso. Amici, vicini di casa, nostri colleghi freneticamente attaccati ai telefoni, alle e-mail… Disperazione, rabbia, uno sgomento che sembrava non trovare fine. Anch’io e mio marito ci siamo guardati in faccia, pensavamo a nostra figlia che ha tre anni, ci siamo detti: torniamo a casa? La fede ci ha sempre aiutato… Non vado oltre, è difficile da scrivere… Ero preoccupata, sono andata a scartabellare tra libri e ritagli ritrovando questo brano della prima enciclica del Papa, la Redemptor Hominis, scritta vent’anni fa, che mi ha molto colpito: «Tutte le conquiste, finora raggiunte, e quelle progettate dalla tecnica per il futuro, vanno d’accordo col progresso morale e spirituale dell’uomo? In questo contesto l’uomo, in quanto uomo, si sviluppa e progredisce, oppure regredisce e si degrada nella sua umanità? Prevale negli uomini, nel “mondo dell’uomo” […] il bene sul male?… E dopo che le grandi ideologie e i messianismi dell’ultimo secolo, apparentemente tanto promettenti, sono falliti così miserevolmente e l’umanità è giunta sull’orlo dell’abisso, la Chiesa incoraggia oggi i popoli e tutti coloro che hanno responsabilità di essi a ricordarsi di nuovo dell’uomo, della sua vera dignità e dei suoi diritti fondamentali imprescindibili – in una parola: dell’uomo in Cristo».
Antonella, da una lettera a un amico italiano, Los Angeles, California, Usa, 13 settembre 2001
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