senza ombrello sotto il temporale (II)
«Una volta stabilita la premessa, il punto di partenza, il pensiero ideologico rifiuta gli insegnamenti della realtà». è difficile dire se a cofferatiani e girotondini interessi una soluzione umana, pratica, dei problemi della giustizia o della classe operaia, da Arese a Termini Imerese. Così come non è difficile verificare storicamente che «in conformità alla “freddezza glaciale” del ragionamento e “all’irresistibile forza della logica”, gli operai russi perdevano sotto il regime staliniano persino quei diritti che avevano strappato all’oppressione zarista e il popolo tedesco subiva sotto il regime hitleriano uno stato di guerra permanente che non si curava affatto della sua sopravvivenza. è nella natura della politica ideologica – e non un semplice tradimento commesso per interesse personale o smania di potere – che il vero contenuto dell’ideologia (la classe operaia o i popoli germanici), originariamente alla base dell’“idea” (la lotta di classe come legge della storia o la lotta delle razze come legge della natura), venga distrutto dalla logica con cui tale “idea” è attuata». è difficile dire se un regista di Ecce Bombo o un impiegato Pirelli con vista sul futuro leader della sinistra, somiglino un po’ alla vecchia signorina Rachele, che in gioventù si vantava di procurarsi con la sola forza della riflessione e della passione interiore un dominio incontrastato sulla realtà. «I fatti reali non mi toccano proprio, perché, che siano veri o no, li si può negare» diceva e viveva la spensierata Rachele.
Il fatto è che la realtà è testarda, e la vita presenta il conto. «Non ha imparato nulla, non ha avuto esperienze, non ha vissuto: così il vento è passato intorno al suo capo elevato come intorno a un campanile».
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