Senza vergogna

Di Bobo
28 Luglio 2005

Ce n’è per tutti. Per i giornalisti pensosi con la barba bianca che vogliono spiegare il cristianesimo ai cristiani e per i filosofi deboli con residuo di nostalgia per l’Azione Cattolica di gioventù che tanto volentieri tornerebbero alla Chiesa se solo fosse come dicono loro. Per i padrizanotelli che senza problemi sacrificano Cristo sull’altare del “dialogo” (con molte virgolette) interreligioso e per “quellicheilconcilio” che sotto il mantra dello “spirito del Concilio” seppelliscono venti secoli di storia della Chiesa come fosse cosa di cui tutt’al più vergognarsi. Invece Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro non si vergognano di nulla. Anzi. «Lo dichiariamo subito: siamo cattolici e orgogliosi di esserlo. Il cattolico è un essere umano con un registro in più senza averne gran merito, se non quello di avere incontrato e ricono-sciuto l’unico Essere in grado di dire la Verità (sì, con la V maiuscola, ndr) su ogni singola creatura. Sa che il Dio trinitario proclamato ogni domenica nelle chiese cattoliche ha a cuore la felicità di ogni atomo delle creature che si è preso la briga e la responsabilità di far venire al mondo». E allora vale la pena riscoprire la bellezza della propria fede, della propria tradizione, della propria storia. Per gioirne e per annunciarla a tutti.

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