SERVE UN IMPERO, A PATTO CHE SIA QUELLO AMERICANO E NON QUELLO CINESE
Vogliamo un multiculturalismo forte? Allora abbiamo bisogno dell’Impero. Così Giuliano Ferrara in un editoriale del 29 agosto sul Foglio, cercava di superare la polemica sorta dopo le parole del Presidente del Senato Marcello Pera al Meeting di Rimini, sul pericolo del “meticciato”. «Vogliamo convivere? Ci vuole l’Impero. Cioè un sistema chiaro di comando del mondo». Ma l’Impero, per essere autorevole e duraturo, presuppone l’assunzione dell’unica religione, il cristianesimo, che ha elaborato teologicamente la distinzione tra città eterna e città celeste. «Non è un caso – prosegue Ferrara – se l’unica potenza imperiale superstite, l’America, ha una carica religiosa molto forte ed è insieme maestra di meticciato per tutto il mondo». Sul numero 8 di Tempi del 20 febbraio 2003 la questione dell’Impero era stata affrontata, attraverso un articolo di Richard Newbury, da Niall Ferguson (professore di Storia Politica e Finanziaria). In sintesi il “revisionista” inglese tentava di mettere in risalto quanto il mondo comune abbia bisogno che gli Usa si facciano Impero, in senso completo ed egemonicamente globale. Il mito degli Usa, sosteneva però Ferguson, nega il destino imperiale. «è un impero che manca della spinta a esportare il suo capitale, il suo popolo e la sua cultura, verso quelle regioni arretrate che ne hanno più urgente bisogno e che, se trascurate, genereranno le peggiori minacce alla sua sicurezza. È un impero, per farla breve, che non osa dire il suo nome. È un impero in astinenza». Ferrara invoca l’esigenza di un governo del mondo, Ferguson rimprovera all’Impero statunitense una mancata propensione imperialista. Entrambi, potremmo azzardare, si lamentano, in realtà, dell’incapacità del capitalismo di ottemperare alla sua stessa legge universale, al suo compito “obbligato”. Questo compito si potrebbe volgarmente identificare nella necessità di «governare il mondo capitalista nella nuova veste globale».
Sulla scena internazionale sta avanzando a passi da gigante la Cina che, a buon titolo, è sicuramente l’unico soggetto su scala mondiale, che potrebbe aspirare a contendere il ruolo, imperiale agli Usa. Un miracolo quello cinesi, che fa leva su un sistema di tipo capitalistico per quanto riguarda l’aspetto commerciale e dello sviluppo economico e su un rigido sistema “comunista” per tutto quello che riguarda il controllo sociale ed individuale dei cittadini. Insomma, in Cina assistiamo a una rivoluzione liberista con tutti i caratteri del sistema totalitario fondato sulla negazione della democrazia, delle libertà e dei diritti umani. In realtà le tremende condizioni di sfruttamento dei lavoratori, l’assenza di diritti, condizioni di assoluta insicurezza e di tutela sui posti di lavoro, per non parlare della completa inesistenza di qualsiasi principio avvicinabile ai nostri “diritti civili”, inquinamento e sfruttamento selvaggio dell’ambiente non sembrano preoccupare le grandi democrazie occidentali (soprattutto europee), che con la Cina hanno necessità di fare affari e condividere il mercato capitalistico globale. Nei prossimi vent’anni la Cina potrebbe surclassare, grazie alla sua competitività smaccata e truccata, il primato americano.
Chiedere che oggi l’Europa si schieri con uno dei due possibili Imperi in costruzione, forse sarà decisivo non soltanto per lo sviluppo economico e politico del mondo in un senso o nell’altro, ma anche per l’avvenire delle forze antagoniste al capitalismo selvaggio. In casa nostra c’è già chi ragiona da estimatore dell’Impero cinese, il segretario del Pdci Oliviero Diliberto. Fortunatamente anche nel panorama della sinistra radicale, basti pensare a Fausto Bertinotti, nessuno si sogna di sposare o di tifare per quel modello. Tra i due possibili Imperi mi pare evidente che la sinistra dovrebbe schierarsi dalla parte di quello statunitense. Almeno quest’ultimo consente la lotta di classe. Nella Cina comunista la macchina e la repressione statali sono l’unica regola conosciuta per far marciare l’economia e sedare il dissenso.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!