SERVITI A POCO

Di Valenti Annalena
03 Febbraio 2005
Qual è il primo pensiero che ti viene in mente quando

Qual è il primo pensiero che ti viene in mente quando, durante la Messa di domenica 1 febbraio, così si chiede nella preghiera ai fedeli: «Liberaci Signore dal bisogno dei miracoli». Pensi all’amica che chiede il miracolo della guarigione per sua figlia, a quella che l’ha ottenuto. Pensi che non si stancano di chiedere, tanto che capisci con H. Arendt «come mai la religione attribuisca tanta importanza ai miracoli soprannaturali», pensi che, per questo, santuari mariani come quello di Caravaggio sono sempre pieni di fedeli e no, di poveretti che hanno bisogno. Sembra però che tra i religiosi qualcuno, di miracoli, ne possa fare a meno, per esempio i serviti della chiesa di S.Carlo al Corso, Milano, dove, chi ha scritto la religiously correct preghiera, ha forse dimenticato a chi è dedicato il tempio che si erge sopra la sua testa, Carlo Borromeo, che portò in piazza un popolo a chiedere il miracolo della liberazione dalla peste. Pensi alle parole di don Giussani, al miracolo come esplicitarsi della «familiarità di rapporto quotidiano di Dio con noi,…come una madre tende a realizzare tante volte al giorno, ogni giorno il suo gesto d’amore verso il proprio bambino: uno sguardo, una carezza, un bacio, un saluto affettuoso. Il miracolo è perciò un avvenimento, l’accadere di qualcosa che non prevedevo». Pensi a quanto il bisogno di un cambiamento nella vita, spesso a noi impossibile, il bisogno che il non prevedibile si realizzi, sia così naturale che è stato oggetto di domanda per l’uomo fin dall’antichità, tanto da rivolgersi a Colui che ha fatto ogni cosa per chiederlo, come in queste bellissimi versi del 500 a.C.: «O figlio in quale difficoltà mi trovo; tu dormi il sonno tranquillo del bambino, …non ti preoccupi dell’onda che si avventa spumeggiando sopra il tuo capo, né del fragore del vento e il tuo bel viso è coperto da un drappo purpureo…Dormi bambino, dorma il mare, dorma lo smisurato male; ma, se è possibile, un cambiamento venga da te, padre Zeus».

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.