A settembre fondi in picchiata

Di Degli Occhi Alessandro
19 Ottobre 2006

Si rinfocola la polemica sul risparmio gestito sui fondi italiani e sui fondi esteri. Il governo ha chiesto 6 mesi
di tempo per passare dall’aliquota del 12,5 a quella del 20 per cento. I gestori di fondi chiedono, a gran voce, di equiparare i fondi italiani a quelli di diritto estero. Come si spiegava sul numero precedente di Tempi, la tassazione sui fondi italiani avviene sul maturato, mentre quella sui fondi esteri sul guadagno realizzato al momento della vendita e cioè quando uno esce dal fondo. Quindi un vantaggio per i concorrenti esteri. L’aumento dell’aliquota potrebbe influire anche sul Private Equity, procurando un danno agli operatori specializzati che effettuano “investimenti istituzionali in capitali di rischio”. In base ai dati di Assogestioni – se agosto 2006 era stato positivo – è il segno meno che contraddistingue nel mese di settembre l’andamento della raccolta dei fondi comuni. La raccolta netta – a settembre – fa registrare meno 4,3 miliardi di euro. Azionari (-857,6 mln di euro), Bilanciati (-345,4 mln di euro), Obbligazionari
(-3.631,3 mln di euro), Liquidità (-270,6 mln di euro)
sono queste le 4 categorie di fondi che fanno registrare un passivo. In controtendenza sono i fondi flessibili (+530 mln di euro) e i fondi hedge (+229 mln di euro). Rispetto ad agosto i fondi italiani registrano
-3.245,7 mln di euro, ma anche i fondi esteri hanno una raccolta netta inferiore al mese precedente: ad agosto erano +444 mln di euro e ora sono a
-279,7 mln di euro.
Peggiorano anche i roundtrip. Ad agosto erano sotto di 169,9 mln di euro e ora registrano – 819,6 mln di euro.

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