Seyran, la turca che ha svelato ai tedeschi l’errore multiculturale

Di Colombo Valentina
15 Novembre 2007

Nel settembre 2006 le continue minacce di morte l’hanno costretta ad abbandonare le cause a difesa delle donne musulmane residenti in Germania. Tuttavia Seyran Ates oggi ritorna alla carica con un libro dal titolo significativo, L’errore multiculturale. Quello della Ates è un attacco frontale alla politica di integrazione della sinistra tedesca. «Gli uomini di sinistra devono comprendere quel che facciamo noi dissidenti e critiche dell’islam: cerchiamo di avviare un discorso all’interno dell’islam di modo che si discuta su come riformare l’islam. Per questo abbiamo bisogno che la maggioranza della società ci protegga». Un appello accorato che aspetta solo di essere raccolto. «Davanti a noi abbiamo ancora tanta strada da fare. Soprattutto per le prossime generazioni. Le terze generazioni in crisi sono il prodotto di quel che abbiamo seminato negli ultimi decenni. Si applica la regola dei due pesi e due misure: da un lato si accettano pubblicità di ogni tipo, dall’altro si accetta che alcune studentesse non frequentino le lezioni di educazione fisica per motivi religiosi. Non può essere che ragazze non vadano in piscina solo perché sono musulmane». Nel libro la Ates non dimentica l’argomento a lei caro: le donne. «Abbiamo bisogno di una legge che punisca il matrimonio combinato e la violenza contro le donne. Sono ormai quasi quattro anni che mi occupo di questi temi cercando di stimolare il dibattito e il risultato è che sempre più donne ne parlano e denunciano i fatti». Non si tratta di semplici teorie, bensì ogni parola dell’avvocatessa di origine turca è frutto di esperienze personali. Non si tratta di attacchi senza senso, sono invece consigli spassionati di chi ha vissuto in prima persona l’immigrazione prima e le conseguenze deleterie della politica multiculturale poi. La Ates ci invita solo a non perseverare nell’errore diabolico che porterebbe solo al nostro suicidio e a quello degli immigrati di buona volontà.
    valentina.colombo@imtlucca.it

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