Sharifa e le sue cinquecento donne vogliono una moschea tutta “rosa”
Quarant’anni. Indiana. Single. Nel 2009 potrebbe vedere realizzato il suo sogno: una moschea per sole donne, con un muezzin e un imam donna. Nel marzo 2005 un’altra donna, Amina Wadud, aveva osato sfidare le regole imposte dagli estremisti i-
slamici decidendo di guidare come imam, per uomini e donne, la preghiera del venerdì. Ma Sharifa Khanomo, che vive nell’India meridionale, è andata oltre. Nonostante le numerose minacce di morte rivolte alla sua persona non demorde. Sa bene che per aiutare le donne musulmane del suo paese, donne ripudiate, abbandonate e maltrattate, una moschea che le protegga è molto importante. Quando incontra le donne che hanno bisogno d’aiuto chiede loro: «Un luogo di culto solo per voi vi servirebbe? Una Jamaat, ovvero un’assemblea di dotti religiosi che giudicano le questioni familiari, composta da sole donne gioverebbe alla vostra causa?». La risposta è sempre un corale sì. «Vogliamo un luogo dove incontrarci, parlare, discutere dei nostri problemi e pregare. Vogliamo dire la nostra nelle questioni che riguardano la comunità». L’idea di una moschea per donne è una reazione al fatto che nella maggior parte delle moschee in India le donne non possono pregare. È una risposta al crescente numero di denunce da parte di musulmane che si rivolgono a lei. L’anno scorso ha ricevuto un centinaio di petizioni di donne contro le sentenze ingiuste degli shaikh in materia di dote, ripudio e violenze domestiche. Shaikh che negano l’esistenza di problemi, anzi sostengono di aiutare le donne delle loro comunità. Sharifa però non si ferma: visita villaggi e città per raccogliere fondi per la sua moschea. È più che mai convinta della bontà della sua iniziativa perché «ai tempi del Profeta le donne andavano in moschea, mentre oggi gli uomini interpretano la religione a loro vantaggio allontanando le donne dalle moschee». È più che mai convinta, perché sono già cinquecento le donne che si sono unite a lei per vincere questa battaglia in nome della libertà religiosa e dell’emancipazione della donna in India. valentina.colombo@imtlucca.it
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!