Si alleano gli stati, non le civiltà

Di Tempi
30 Marzo 2006
Cosa insegnano il caso dell'afghano convertito e dell'algeria

C’è il mondo così come lo disegnano gli autori dei capitoli di politica internazionale del programma dell’Unione. E poi c’è il mondo così com’è veramente, coi suoi fatti testardi e le sue alterità irriducibili. Nel mondo vero c’è un paese, liberato dal tallone dei talebani grazie anche ad un intervento militare multinazionale, do- ve un cittadino può rischiare di es- sere condannato a morte perché ha cambiato religione; e c’è un altro paese che ha pagato con una guerra civile da 150 mila morti la decisione di non lasciarsi governare da estremisti religiosi, il quale adesso approva una legge dove si minaccia la prigione a chiunque tenti «di convertire un musulmano ad un’altra religione, costringendolo o usando mezzi di seduzione». Il primo paese si chiama Afghanistan ed il secondo Algeria, e in entrambi i casi i cambiamenti di fede religiosa che cadono sotto i rigori della legge sono quelli dall’islam al cristianesimo. Saggiamente la Chiesa cattolica non fa proselitismo nei paesi costituzionalmente islamici, ma càpita che un profugo afghano incontri l’annuncio cristiano nella versione cattolica e vi aderisca, e accade che gruppi protestanti evangelici conducano campagne di evangelizzazione nelle regioni dell’Algeria funestate da eccidi islamisti.
Di fronte a tali realtà il buonista-unionista reagisce scandalizzandosi (“andiamocene dall’Afghanistan”) o facendo finta di niente, riproponendo i soliti slogan su dialogo e “alleanza delle civiltà”. Due reazioni astratte, come astratta è la sua visione del mondo. La visione realista impone di rafforzare l’alleanza politico-militare an- che con Stati (non civiltà!) in cui non è rispettata la libertà di coscienza, per scongiurare il male maggiore rappresentato dal califfato islamista universale. Impone pure di cestinare qualunque velleità di “governo mondiale Onu”: c’è qualcuno che vuole farsi governare da afghani e algerini, così aperti in tema di libertà religiosa?

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