Si fa tutto per i bambini?

Di Mamma Oca
07 Novembre 2002
C’è chi cresce i figli e chi fa audience

Voler scrivere parole di conforto, da mamma a mamme che hanno perso il loro bambino e dover riferire di troppe parole, dette senza vergogna. Voler in qualche modo condividere il dolore con una preghiera e dover riferire di ciò che si è letto, visto, sentito. è un abisso. C’é un abisso tra noi che lavoriamo, mettiamo su famiglia, facciamo figli, li educhiamo, e chi, pontificando dai vari giornali, ci dice che siamo come vermi che inquinano, ce ne vorrebbero meno… C’é un abisso tra noi che cresciamo e perdiamo i nostri figli, sì noi – come quando un bambino non trova la mamma e ha gli occhi velati di pianto, tu sei lì, magari non lo conosci, ma per un attimo sei tu sua madre, fin quando lui non la riabbraccia sicuro, abbraccio della “diletta comunità”, àncora sicura per poter ricominciare – tra noi che li vediamo o non vedremo crescere e loro, loro che da giornali e Tv fanno audience sulla nostra vita, sulle nostre debolezze, sui nostri bimbi, con i nostri bimbi, ma non per loro, in odio alla vita della gente comune, preti che non sanno dove sta Dio, ma noi sì, e lo insegniamo ai nostri figli, psicologi che non sanno più cosa è bene, cosa è male, ma noi sì, e lo insegniamo ai nostri figli, Nobel per cui ricostruire una scuola «non servirebbe a nulla», in odio alla vita della gente comune, ma noi mamme sì che vogliamo costruire, sì che servirà. C’è un abisso tra chi vive e chi non costruisce nulla, ma è di questi che si sente parlare.

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