Si può stracciare Letta ma non il Pergocrema

Due fatti hanno sconvolto le nostre già tormentate esistenze. Le primarie del Partito democratico con il 75 a 25 di Walter Veltroni a tutti gli altri e il 40 a 0 dei pulcini dell’Inter a quelli del Pergocrema. I due fatti sono strettamente legati. Non capisco infatti perché il primo venga salutato come una prova di grande democrazia (quando tutti sapevamo perfettamente come sarebbe finita) mentre il secondo abbia suscitato un ampio e variegato dibattito, spesso drammatico. Insomma, dei ragazzini vanno in campo e giocano. Sono più forti dei loro avversari e li suonano come tamburi. Il sito dell’Inter riporta il risultato e apriti cielo. Sono stati scomodati psicologi in servizio permanente effettivo e c’è mancato poco che la vicenda finisse triturata dalla compagnia di giro che s’arrabatta nelle solite tre o quattro trasmissioni televisive che parlano di tutto e del contrario di tutto. Nello sport si gioca e si vince. Tanto a poco, oppure no. Quelli del rugby s’offendono se si accorgono che gli avversari si trattengono. È una mancanza di rispetto. Con tutta la simpatia per le primarie del Pd e per chi si è impegnato in esse (pure qualche amico mio), la competizione era finta. Ma né Enrico Letta, né la Rosy Bindi, né gli altri due concorrenti si sono stracciati le vesti per il cappotto. Secondo me non
l’hanno fatto neanche i pulcini del Pergocrema. Lasciate che piccoli e grandi giochino come gli pare.

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