Sindrome Prodi
Chi ha detto che il patto di stabilità europeo “è stupido”, la rielezione di Bush un’eventualità “tragica” e i ragazzi di Berlusconi “mercenari”?
Lo stesso che organizzava sedute spiritiche, faceva correre sui tavoli i piattini del medium e diceva che era stato lo spirito di La Pira a rivelargli (lo confessò alla Commissione stragi, e la Commissione gli credette pure e gli diede pure l’assoluzione) che Aldo Moro era prigioniero delle Br in località “Gradoli” (località che purtroppo non era l’omonimo lago laziale dove prontamente si dirigevano le forze del bene, ma una via di Roma, e così Moro stecchì per mano delle forze del male). Romano Prodi ha lasciato l’Europa e così adesso torna a esternare in località Italia, realizzando accordi personali con Bertinotti e lunghe passeggiate al Quirinale per spiegare al suo ex ministro del Tesoro che la par condicio voluta dal suo amichetto mariano Oscar non si tocca, perché forse così vuole la buon anima di La Pira.
Incredibile Romano
Per capire Romano non basta assumere tutta la negatività del nostro tempo o andare a rivedere le trasmissioni Rai in cui egli faceva il maestro Manzi di economia domestica sotto l’alta protezione del Commissariato Democristiano (all’ombra del quale l’apostolo Prodi fece il suo lungo praticantato di eroe puro, manipulito e solitario). No, per comprendere l’azzeccagarbugli del cattolicesimo democratico italiano, quello che baciava la terra sotto i piedi del monaco politicizzato Giuseppe Dossetti e pure l’eucarestia aveva la tessera della Dc demitiana, bisogna vedere l’ultimo film Pixar-Walt Disney. “Gli incredibili”, favola non politicamente corretta di una famigliola di supereroi che vengono prima costretti all’illegalità da una ideologia che ha fatto dell’invidia sociale il surrogato della democrazia. Ma che poi i fatti si incaricano di restituire alla celebrità, nonostante lo stupido e astratto diritto all’eguale mediocrità che per molti anni aveva obbligato i nostri supereroi a non usare i loro pur buoni e utili poteri, costringendoli a esistenze pacifistiche e monotone, da sindacalisti Cgil e travet di società assicurative.
E chi si trovano a dover affrontare “Gli incredibili”? Il supercattivo “Sindrome”, ex fan del supereroe, che per invidia e vendetta sociale si costruisce un personale esercizio di poteri forti e supercattivi. E così Sindrome prepara la catastrofe di New York, la polis delle polis, creando un robot che, novello Godzilla, semina distruzione e che al tempo stesso si appresta ad essere domato dal suo stesso costruttore, così che Sindrome possa apparire tra la folla spaventata come il nuovo supereroe salvatore della patria.
Sindrome de noantri
Ecco, i Sindrome de noantri sono gli sfascisti che devono inventarsi i due milioni di bambini italiani in povertà, le catastrofiche previsioni per il futuro, l’Italia distrutta come vuole e vede il povero, catastrofista e distrutto Prodi, il non plus ultra delle anime della mediocrità, che per invidia sociale e vendetta elettorale danno sfogo alla potente negatività che li contraddistingue. D’altronde basta guardarlo in faccia, Romano, tirato e cupo come non mai. E dire che non l’ha avvelenato nessuno, che non può dire come dice Yushenko: «Presto vi rivelerò chi mi ha conciato la faccia così». No, Prodi quella faccia se la porta appresso quasi da una vita. Quasi, perché quando stava all’Iri e c’era ancora la Dc, era una faccia buona, e distesa, e tranquilla, la sua, come quella di un boiardo di Stato qualsiasi.
Ci scusi Mr. Prodi, tutto questo è solo per sdrammatizzare.
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