Single – istruzioni per l’uso
È il cult-movie dell’anno, il film che tutti, anzi, tutte aspettano, benché sia già di dominio pubblico per le platee inglesi. Il lungometraggio è interepretato da Renée Zellweger e Hugh Grant e s’ispira al libro scritto da Helen Fielding, Il Diario di Bridget Jones. La protagonista è una single-eroina alla ricerca dell’uomo della sua vita, pronta a party e ubriacature di champagne, ingorda divoratrice di video, ma anche di patatine e torte saint-honoré, nonché irrefrenabile maniaca dello shopping griffato. Sulla scia del successo dei bestseller della Fielding quali il già citato diario e Bridget Jones – L’orlo della ragione, spuntano come funghi racconti semi-seri che condividono molti spunti narrativi, in primis la presenza di single indomabili e insoddisfatte. Qualche esempio? I love shopping di Sophie Kinsella che amplifica l’aspetto consumista della protagonista, La mia vita su un piatto di India Knight, sullo stile “mollo-tutto-e-vado-via” alla Thelma & Louise. E per la serie “single è bello”, è uscito Colazione da Tiffany Trott, di Isabel Wolff e il clone all’italiana Un anno di Gloria di Alessandra Casella. È nato un genere letterario? No, si celebra la Peter Pan al femminile.
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