Il misero bilancio a 32 anni dalla "rivoluzione" di Mani Pulite che tanto piaceva a D'Alema, le parole del pregiudicato Davigo su Toti, la speranza Haley per gli Usa, la "lezione" semplificata della Cei sulla politica. Rassegna ragionata dal web
Pierluigi Bersani, Massimo D'Alema e Dario Franceschini (foto Ansa)
Su Linkiesta Mario Lavia scrive: «Più di trent’anni dopo riemergono questi fantasmi, direbbe Eduardo, il vento del Novantatré italico che dal palazzo di giustizia milanese spazzò via partiti nati un secolo prima, o mezzo secolo prima, lasciando in piedi solo il Pds, erede del Pci, come assicurato ai tempi da “Luciano” (ovviamente Violante), come disse l’allora numero due del partito Massimo D’Alema a un costernato Giovanni Pellegrino, anch’egli Pds, presidente della Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato. Pellegrino aveva già raccontato tutto o parecchio, in questi decenni. Stavolta la sua intervista a Francesco Verderami del Corriere della Sera forse è un po’ più esplicita (tutti i partiti prendevano soldi, anche Pci-Pds e Msi), o probabilmente la sua forza è dovuta alla riemersione di ricordi che impattano con la realtà di oggi. Perché il punto è sempre lo stesso da allora. Riguarda il posizionamento politico e culturale della sinistra di fronte al dilemma tra politica e...