Sinistra in Emergency
Jovanotti smentisce Jovanotti
«La sinistra sono io».
Jovanotti a L’Espresso, 27 dicembre 2001.
«Se la sinistra sono io allora sono messi maluccio».
Jovanotti a il Giornale, 6 gennaio 2002.
Jovanotti scappa dai fratelli di Jovanotti
« La politica balbetta di fronte al movimento che lotta contro una globalizzazione sbagliata».
Jovanotti all’Espresso, 27 dicembre 2001.
«Alle 15 e 30 di sabato pomeriggio, il rapper Jovanotti era nella hall dello Starhotel con i suoi “gorilla”. Vestiva una sahariana kaki, beveva Coca Cola light (chissà che cosa ne pensa Naomi Klein, la nemica dei logo) e guardava gli scontri per le strade di Genova alla televisione. Alla mattina aveva tenuto conferenza stampa, con altri due menestrelli, accanto al movimento. Ma quando il movimento stava arrivando vicino all’albergo e si rischiava di restare isolati, i “gorilla” hanno lanciato l’allarme e sono partiti a spron battuto, con Jovanotti in testa, lontano da Genova».
Gianluigi Da Rold, corrispondenza dalla manifestazione no-global a Genova, Tempi, 26 luglio 2001.
Jovanotti dimentica gli amici di Jovanotti
«La giornalista scrittrice che ama la guerra perché le ricorda quando era giovane e bella».
Dal brano “Salvami”, pezzo forte dell’ultimo Cd di Jovannotti, presentato nell’ultima settimana in 30 programmi televisivi diversi
Domanda: «Stavolta ha fatto un cognome, almeno. Nel brano “Il mio nome è mai più”, che cantò con Ligabue e Pelù contro la guerra in Kosovo, se lo era dimenticato: D’Alema, che quella guerra aveva sottoscritto da primo ministro». Jovanotti: «Neppure ci avevo pensato, a lui, te lo garantisco. Io quella l’ho sempre pensata come una canzone senza tempo e senza collocazione».
Jovanotti a il Giornale, 6 gennaio 2002.
Jovanotti fa la Pace con Jovanotti
«Ma certo qualcosa sulla guerra andava pur detta. Che cosa, però? Due paroline di cordoglio all’America non se ne parla nemmeno; figuriamoci un rap contro Al Qaida. Altro che, qui bisogna schierarsi: “In questo momento in cui si deve dire da che parte si sta – dice Jovanotti – voglio stare dalla parte della Pace e non per questo mi sento di appoggiare il terrorismo”. No, non si sente: “Anzi credo che ad appoggiare il terrorismo siano quelli che lo praticano a loro volta sotto forma di bombardamenti su popolazioni civili”. Non ce l’ha con chi ha bombardato le Torri e bruciato vive 5 mila persone, ce l’ha con gli angloamericani che bombardano le caverne di bin Laden. Give me five/alright».
Christian Rocca, “Jovanotti torna e dice la sua. La guerra è brutta, love and peace”, Il Foglio, 29 dicembre 2001.
Jovanotti ha fatto Strada
«Jovanotti è un’implacabile rappresentazione dell’idiozia».
Michele Serra, anni ‘80, citato da il Giornale, 6 gennaio 2002
«Lorenzo è un campione del cosmopolitismo generoso, del terzomondismo passionale».
Michele Serra, anni dell’Ulivo, citato da il Giornale, 6 gennaio 2002
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