Sinistra travagliata

Di Da Rold Gianluigi
22 Gennaio 2004
Nomina sunt consequentia rerum

Nomina sunt consequentia rerum dicevano i medievali e mai detto è stato tanto azzeccato. C’è infatti un oggettivo travaglio in questa sinistra, che non riesce a trovare un terreno comune di opposizione democratica e costruttiva nei confronti del centrodestra. Ma al proverbio si aggiunge Travaglio, Marco, giornalista ormai famosissimo per essere diventato uno dei baluardi della stagione di “Mani pulite”.
Travaglio è ormai stato promosso nella stanza dei leader dell’opposizione girotondista. Inutile stare a chiedersi perché sia stata possibile una tale e folgorante carriera. All’ultima riunione del “girotondo”, i veri “maestri” dell’opposizione, volenti o nolenti, sono stati l’ex presidente Scalfaro e Travaglio. è in questa occasione che Travaglio ha consegnato alla cronaca l’ormai famoso anatamena su esponenti del centrosinistra entrati a Palazzo Chigi «con le pezze al culo» e poi usciti miliardari. La rivolta di una parte della sinistra, la più riformista, è stata «non ne possiamo più». Tema per gli studenti della maturità classica: come è possibile che la sinistra italiana si sia divisa negli anni Trenta su Antonio Gramsci e ora si divida su Marco Travaglio? Era ipotizzabile che i tribunali, invocati per “gli altri”, diventino un “comitato centrale” anche all’interno dell’opposizione? Racconti il candidato il Travaglio della sinistra.

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