SINISTRO DESIDERIO

Di Fabio Cavallari
19 Maggio 2005
UN ELETTORE DI RIFONDAZIONE CONTRO IL PROGRESSISMO NOSTRANO CHE HA TRADITO MARX PER IMPORRE IL DOMINIO DEL LIBERISMO PERSONALISTA. CHE CREA UTENTI E DIMENTICA GLI UOMINI

Modernità. Se uno Stato con le sue leggi e con l’intero impianto giuridico non si conforma e non segue l’evoluzione dei tempi, siamo in presenza di uno Stato oscurantista e conservatore. Questa, più o meno, è la tesi sottaciuta che oramai serpeggia in tutti gli ambienti “progressisti”. Il desiderio come nobile anelito dell’uomo deve farsi strada, divenire concretezza, trovare tutele e garanzia nella società. Il soddisfacimento del desiderio è il principio della libertà. In base a questo principio se una maggioranza ritiene che il proprio desiderio sia legittimo sopra ogni altra considerazione, il diritto e la legge devono rispondere tutelando e garantendo la volontà espressa. Paradossalmente siamo in presenza della richiesta incondizionata dell’estinzione dello Stato. Quando il desiderio pretende di legittimarsi attraverso un determinato ordinamento giuridico ad hoc, siamo al cospetto della metamorfosi dello Stato di diritto nel non-Stato del laissez faire. Non più lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo tramite il lavoro, ma dell’uomo sull’uomo tramite la mercificazione dello stesso.
Siamo al trionfo del liberismo sulla vita umana, sulla cultura della vita! Che questa linea di rivendicazione sia supportata, in questo periodo storico, dalla sinistra è aberrante e diventa ancor più insostenibile quando, come sta accadendo, non è assunta come strategia politica, ma come rincorsa subdola alla modernità. Non rendersi conto che questa è una visione puramente individualista, che rinnega il bene comune, in nome del “passo dei tempi” è la rappresentazione più lampante della vittoria del capitale sull’uomo.
è schizofrenia politica appellarsi alla Costituzione, rivendicandone la natura e poi contemporaneamente richiedere, ad esempio, la modifica o l’annullamento del concetto di matrimonio. è evidente che la giurisdizione e i princìpi costituzionali sono nati non solo come cavilli burocratici, ma come espressione culturale e identitaria della nostra storia e società e ne sono diventati il fondamento. Rincorrere la modernità è un’operazione ammaliante e radical chic, ma non ha nulla a che vedere con l’affermazione di libertà. Il potere ha compreso perfettamente come sollecitare desideri e aspirazioni. Sarebbe interessante allora indagare sull’origine di queste aspirazioni, sulle spinte emotive e materiali che le supportano. Bisognerebbe comprendere come le stesse si sviluppano e prendono corpo e come la logica dominante le direzioni a suo piacimento. Un desiderio indotto non è altro che il frutto di una società che si serve dell’uomo a proprio piacimento, riducendolo ad utente/cliente quando va bene, o addirittura a merce nei casi estremi.

SPUNTA L’ANTIMARXISMO
Il desiderio spesso si flette nella facilità che lo soddisfa, non esprime libertà, dunque, ma un capestro. Marx nel suo percorso filosofico aveva pensato che lo Stato si potesse anche estinguere. Egli riteneva che il comunismo non dovesse divenire un modello da instaurare ma un movimento che trasformasse la realtà (non solo le leggi) attraverso un lungo processo storico. La società comunista nata all’interno di quella capitalista avrebbe dovuto instaurarsi in uno Stato che si sarebbe dovuto presto autoannullare. Nell’utopia di Marx però c’era la pretesa e la premessa che tutto ciò sarebbe dovuto avvenire al cospetto di una società consapevole, conscia e con una coscienza evoluta di sé come popolo. Le sue teorie non si sono mai avverate, provocando anzi orrori e soprusi irripetibili, ma consentitemi di dire che oggi, la sinistra erede di quelle teorie, è arrivata a praticare l’antimarxismo militante senza neppure rendersene conto. Pretendere di cavalcare la modernità, assecondando il Potere nella sua infinita sete di conquista, lasciando la società alla mercé delle folate populiste, mediatiche e di mercato (brandendo il desiderio come obiettivo), è il nuovo vero oscurantismo. Tecnologico e antimarxista.

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