Solo nel nostro paese bipolarismo significa contrapposizione antropologica
Appartiene all’enciclopedia dei luoghi comuni che il bipolarismo costringa artificiosamente e divida in due parti un paese ben altrimenti complesso. Pertanto il vecchio sistema proporzionale sarebbe assai più commendevole. La mia tesi è che i difetti del bipolarismo all’italiana, che ne hanno decretato l’agonia, siano imputabili non alle caratteristiche tecniche del bipolarismo, ma al suo carattere “italiano”. I referendari dei primi anni 90 pensavano che il difetto strutturale del sistema elettorale proporzionale fosse l’ingovernabilità del paese, che aveva provocato gravi danni al suo sviluppo civile, economico e morale. Si trattava di equilibrare rappresentanza e governabilità. Il nuovo sistema elettorale bipolare e uninominale nacque in Parlamento da una interpretazione partitocratica riduttiva dei risultati del referendum popolare del 1993: il 75 per cento dei seggi era eletto da collegi uninominali, ma il 25 per cento rimaneva appannaggio di liste di partito bloccate, con una correzione ulteriore mediante lo “scorporo”. Si deve, tuttavia, alla contrapposizione frontale ideologica e antropologica degli “animal spirits” del paese, innescata dalla discesa in campo di Berlusconi, se il nuovo meccanismo elettorale decollò e si consolidò. E si deve oggi alla stessa contrapposizione l’approvazione della legge Calderoli, che estende al 100 per cento dei seggi il meccanismo proporzionalista e partitocratico limitato fino a ieri solo al 25 per cento.
Insomma: Berlusconi ieri padre e oggi becchino del sistema maggioritario. Ma con ciò sono anche svelati i caratteri non-bipolari del bipolarismo italico. In primo luogo: la quota di proporzionalismo partitocratico, che ha reso difficile la governabilità e che i partiti hanno teso inevitabilmente a dilatare. Ma, soprattutto, la percezione del bipolarismo in termini di contrapposizione antropologica e ideologica. Questa pulsione non è l’effetto indotto del bipolarismo, ma la causa del suo carattere italico. Ed è ciò che ne inficia le basi. Difficile che una società complessa e matura possa a lungo riconoscersi in un dualismo feroce, sovraccarico di ideologia e di odio. Tuttavia la conseguenza del ritorno al sistema proporzionale è troppo larga rispetto alle premesse. Anche perché il ritorno al proporzionale non scioglierebbe i blocchi ideologici. Come già accaduto, i blocchi tendono a divenire corporativi e a rendere fragile e breve ogni governo.
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