Solo un po’ di paradiso può salvarci dalla vela
Dov’è finita Maurizia Paradiso? No, non mi è venuta una botta di nostalgia del trash, è che, sfogliando i giornali italiani, ho notato il solito, abnorme, spropositato spazio che questi dedicano ogni giorno all’avvenimento sportivo più ridicolo del nuovo millennio, ossia la Coppa America di vela nelle acque poco ventose di Valencia. A Valencia ci sono un sacco di cose interessanti, tra cui la paella e una squadra di calcio rognosa (i compagni interisti ne sanno qualcosa), ma a parte questo non è granché. Eppure pare diventata il posto più importante per la nostra Italietta, almeno a giudicare dalle paginate che ci ammollano ogni giorno.
Mi ricordo quando la Coppa America si faceva a Newport, quando era una sfida tra un paio di barchette inglesi e americane. Poi siamo arrivati noi e insieme a noi la solita ciurma di sedicenti vip, sponsor, sfilate di intimo, ricconi assortiti. E voi vi chiederete, sì, vabbè, ma Maurizia che c’entra? C’entra, perché otto anni fa, quando la Coppa America si faceva in Nuova Zelanda, causa fuso, qui era di notte e sembrava che stessimo tutti alzati a vederla. E io scrissi proprio qua che piuttosto mi guardavo Maurizia e i suoi programmi trash. Ci fu un tale che s’indignò. Beh, vorrei sapere se è ancora lì che si guarda questa insulsa manifestazione o se è rinsavito. Comunque ciao Maurizia, ovunque tu sia.
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