Sotto lo sguardo del serpente 2
Piccola ricetta per chi ha letto ciò che nel 2003 scriveva l’allora cardinal Ratzinger all’autrice di una stroncatura su Harry Potter, in cui parlava «delle sottili seduzioni che agiscono in profondità» e corrompono i giovani cristiani, e nello stesso tempo ha in casa una bambina di dieci anni che si “beve” tutti i libri sul maghetto, con il beneplacito della sottoscritta che aveva letto il primo libro della serie e l’aveva commentato favorevolmente, ma che si è chiesta “se quell’uomo, il Papa, ha una visione del mondo talmente chiara e netta, in difesa della ragione e della realtà, tanto da rivelare l’uomo a se stesso, più di ogni altro, non è che avrà ragione anche su Harry Potter e che, non solo i giovani, ma anche noi, siamo rimasti imbrigliati da sottili seduzioni?”.
Così, senza avere il tempo di addentrarmi in un’analisi del libro, che sarà da fare, per stabilire se quel maghetto bambino appartiene al mondo della fiaba, con tutte le sue leggi, o se sia un qualsiasi imbroglione che tende a confondere realtà e fantasia e mischia un po’ troppo bene e male, anche se si presenta un po’ meglio degli altri, ecco una ricetta per non censurare il libro a mia figlia, ma essere certa che non si confonda idee e cuore. Le ho dato da leggere subito dopo Il Signore degli anelli. Su Tolkien sono certa: «Non cerca la mediazione tra male e bene, ma soltanto la vittoria sul male».
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