Specialisti in nulla o specializzandi in guerra
Si legge nell’ultima finanziaria che «il divieto di procedere all’aggiornamento delle borse di studio corrisposte ai medici in formazione specialistica continua ad applicarsi anche nel triennio 2003-05». Il governo ha bloccato per l’ennesima volta il Dlgs 368/99 di riforma delle Scuole di Specializzazione, rimanendo alla legge del 1991, non conforme alle direttive Cee. Si conferma la situazione attuale, in cui non è ben chiaro se i medici specializzandi sono studenti o lavoratori. “Lavorano” a tempo pieno negli ospedali, ma sono pagati con una borsa di “studio” il cui importo, nonostante gli adeguamenti previsti ogni 3 anni, è fermo dal ‘91 a 960 euro al mese. Mancano strutture, piani didattici, organi di verifica, ma soprattutto manca chi insegni. Non basta tenere occupati dei giovani per 5 anni nelle corsie degli ospedali universitari, detentori del monopolio della formazione, che così risparmiano sulle assunzioni. Quando ci si laurea, si ha bisogno di qualcuno che ci si metta seduto di fianco e ci spieghi come fare a lavorare, e bisogna poterselo scegliere. L’unica possibilità è incentivare questo rapporto indispensabile e libero.
Altini Mattia, Specializzando in Igiene, Università di Modena
Manuel Corato, Specializzando in Neurologia, Università di Varese
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