Spesa militare planetaria in ascesa
Bush o non Bush, scudo spaziale o non scudo spaziale, gli analisti sono tutti d’accordo: la spesa militare mondiale, dopo anni di flessione, è già tornata a crescere, e la tendenza per i prossimi anni è all’espansione. Le divergenze riguardano semmai la classifica dei paesi militaristi: scontato il primo posto degli Usa, che da soli rappresentano il 37 per cento di tutta la spesa militare planetaria, le opinioni divergono circa i posti d’onore. Secondo il Sipri, storico istituto di studi svedese, al secondo e al terzo posto per spesa militare si collocano Russia e Francia; secondo Jane’s, famosissimo gruppo editoriale Usa sui temi della difesa, tali posti sarebbero invece occupati da Cina e Giappone. Ai cinesi Jane’s attribuisce una spesa doppia di quella rilevata dal Sipri, ai russi invece una pari alla metà! I dati dei primi si riferiscono ai bilanci del 2000, quelli dei secondi al 2001, ma le differenze restano comunque eccessive. Secondo l’istituto con sede a Stoccolma, nel 2000 sono stati spesi 798 miliardi di dollari (756 al cambio del ’98), la cifra più alta dal 1995. Il minimo storico dell’era post-guerra fredda è stato registrato nel 1998, con 720 miliardi. Nei due anni seguenti la spesa è schizzata verso l’alto, ma non ovunque con la stessa progressione. Negli Usa l’aumento è stato solo del 2,3 per cento, ma nell’Africa nera, investita da guerre fra stati, si segnala un terrificante 37 per cento, così come preoccupa l’incremento di un’altra area poverissima: l’Asia meridionale. Lì la guerra fredda fra India e Pakistan ha stimolato un aumento della spesa del 23 per cento. Ma il record tocca alla Russia di Putin: 13 miliardi di dollari in più in due anni, pari ad un 44 per cento di incremento. Se ne deduce che il tanto deprecato militarismo americano non è la forza trainante principale della spesa in armi planetaria. Anche se il controverso dato cinese, comunque in ascesa, può essere collegato in qualche modo col progetto di scudo spaziale americano. È certo che nei prossimi anni i maggiori aumenti di spesa si concentreranno nei paesi dell’Estremo Oriente: Cina, Giappone e Corea del Sud.
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