SPIDERMAN 2
Assieme a “Hulk”, il film più riuscito su un fumetto della Marvel e decisamente più centrato di un primo episodio non entusiasmante. Ritorna “Spiderman” e ritorna più spettacolare, autoironico e ancora più complesso da un punto di vista psicologico. Un ragazzo che, eccettuati i brufoli, è un concentrato di sfighe e fragilità è di fronte ad un bivio: accettare se stesso e il quieto vivere di una vita senza scossoni o andare a fondo di quel talento che assieme alla grandezza porterà grandi responsabilità e, forse, solitudine. La contea e il peso dell’anello: il dramma dell’identità si decide in una scelta che prima che per il mondo è per lei, principessina bruttina ma molto più reale di tutte le veline del pianeta. Un film divertente, con un grande cattivo (Alfred Molina, che giganteggia nei panni di un Laocoonte moderno) e diretto da un regista di talento, quel Sam Raimi de “La casa” e di “Soldi sporchi”, che sa divertire nei momenti di puro intrattenimento (spesso conditi di un vena horror: si pensi al risveglio del mostro nella sala operatoria), ma anche trattare con delicatezza i sentimenti più puri del cuore di un adolescente.
Di S. Raimi, con T. Maguire, A. Molina
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