STATALISMO VS APPARTENENZA

Di Justin Mc Leod
29 Luglio 2004
Giorgio Paolucci su Avvenire (11 luglio) ha molte ragioni quando scrive che «la creazione di un’enclave cementata dall’appartenenza religiosa non contribuisce certo ad abbattere i diaframmi culturali che una visione fondamentalista dell’islam ha edificato in questi anni»

Giorgio Paolucci su Avvenire (11 luglio) ha molte ragioni quando, commentando il caso della classe islamica, scrive che «la creazione di un’enclave cementata dall’appartenenza religiosa non contribuisce certo ad abbattere i diaframmi culturali che una visione fondamentalista dell’islam ha edificato in questi anni». Ne ha da vendere anche Magdi Allam quando sul Corriere della Sera (16 luglio) spiega che «questi integralisti militanti sono un’aberrazione dottrinale e un danno concreto all’islam» e si augura «che gli italiani abbiano una forte identità anche sul piano religioso, che in Italia s’imponga con forza la legge uguale per tutti, che si affermi senza tentennamenti la condivisione dei valori comuni. Perché solo uno Stato e una società con una forte identità e una radicata certezza nei propri valori potranno aprirsi e favorire una autentica integrazione dei musulmani».
Solo che da qui allo statalismo il passo è breve. Lo fa Claudio Magris sul Corsera del 12 luglio citando Arturo Carlo Jemolo, «cattolicissimo, intransigente avversario di ogni scuola privata e confessionale indebitamente (sic!) sovvenzionata dallo Stato». Molto opportunamente Davide Rondoni gli ha tirato le orecchie: «Tra l’iniziativa dei genitori egiziani e quella di un gruppo di genitori che costituisce una scuola di ispirazione cattolica (o fosse anche musulmana) c’è un’enorme differenza» (Il domenicale, 24 luglio). Ma gli amici di Paolucci e di Rondoni, oltre ad af-fermare – giustamente – la libertà di tutti di costruire la propria scuola, hanno sempre difeso anche – altrettanto giustamente – la possibilità che nella scuola di Stato siano presenti diverse opzioni culturali, liberamente scelte dalle famiglie. E allora? Dov’è il confine fra legittimo pluralismo e ghetto integralista? Probabilmente una risposta univoca non c’è. Certo non la offrono né l’impossibile neutralismo che proclama valori senza ragioni, né il multiculturalismo che annulla ogni valore. Forse occorre che nelle scuole si metta finalmente a tema l’appartenenza. Solo così, forse, la questione diventerà patrimonio comune e verrà sottratta agli estremisti.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.