STORIA E ICONE

Di Da Rold Gianluigi
16 Dicembre 2004
In un convegno a Roma si è praticamente pontificato su “Togliatti nel suo tempo”

In un convegno a Roma si è praticamente pontificato su “Togliatti nel suo tempo”. Studio veramente interessante, per storici italiani che hanno tramandato l’immagine di un leader comunista definito “Il Migliore” e più seriamente, in libri di case editrici molto borghesi, “grande italiano”. Non sono stati sufficienti documenti usciti dagli archivi sovietici, le ricostruzioni di Elena Aga Rossi e Victor Zaslavsky, i diari di Dimitrov da poco pubblicati, gli studi fatti da Ugo Finetti. Non c’è nulla da fare: il “Migliore” resta sempre il “Migliore”. E centinaia di migliaia di studenti italiani sono cresciuti e cresceranno, nelle nostre scuole e nelle nostre università, con questa falsa, ipocrita icona stampata nel loro cervello. Cioè quella di un Togliatti (foto) autonomo e libero, conquistato dal parlamentarismo democratico, che torna da Mosca ed elabora la “svolta di Salerno”, da cui discende la “democrazia progressiva” e il “partito nuovo”. è un falso storico. La “svolta di Salerno” fu decisa da Stalin per suoi precisi disegni strategici e comunicata al “Migliore”, semiaddormentato, nella notte tra il 3 e 4 marzo 1944. Togliatti fu solamente il personaggio, servile e tutt’altro che libero, incaricato di attuarla. Lo attestano dei documenti, delle testimonianze, degli studi. Ma l’evidenza non vale in questi tempi. E si continua a straparlare.

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