Storia moderna illustrata

Di Respinti Marco
28 Giugno 2001
Che è quel “Medioevo” che protestanti e protoilluministi intesero come età da dimenticare perché solo di mezzo fra splendori classici e appunto incipientemente rinascenza moderna

“Rinascimento” sta per una civiltà che risorge dopo il buio fitto di un’epoca precedente. Che è quel “Medioevo” che protestanti e protoilluministi intesero come età da dimenticare perché solo di mezzo fra splendori classici e appunto incipientemente rinascenza moderna. Pochi però ricordano che le grandi cacce alle streghe appartengono più alla Modernità che non ai “secoli bui” della Cristianità. Eppure sarebbe molto utile per mettere a fuoco la realtà di un periodo storico sovraesposto, sovrastimato, sopravvalutato. In giugno, Civiltà del Rinascimento è giunto al numero 5 del suo primo anno di vita. Lo edita a Milano De Agostini-Rizzoli, Pietro Boroli ne è il direttore responsabile e Alberto Tenenti, Directeur des Études presso l’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi, il direttore scientifico. Un bel mensile in carta patinata, riccamente illustrato, che fa da pendant ad altre pubblicazioni analoghe dedicate (e da più tempo) al “famigerato” Medioevo. Verrebbe da domandarsi perché un periodico sull’osannato Rinascimento abbia tardato tanto ad apparire rispetto al parente povero, il brutto anatroccolo degli studi storiografici. Ma potrebbe sembrare spocchia gratuita, anche perché Civiltà del Rinascimento è una raffinata rivista divulgativa che serve al suo scopo. Cioè far conoscere luci e ombre di un periodo della storia occidentale che nell’immaginario comune è un po’ come il tempo ne Le confessioni di sant’Agostino: se non mi chiedete cos’è lo so, se me lo chiedete non lo so. Il fascicolo in edicola tratta dei lanzichenecchi dell’imperatore Carlo V al sacco di Roma nel 1527, di Giordano Bruno, di Olanda mercantile e repubblicana, di tornei cavallereschi, di El Escorial — il monastero da cui governava Filippo II di Spagna, El Rey Prudente —, delle rappresentazioni artistiche del destino in mostra fino al 29 luglio al Castello Sforzesco di Milano (130 incisioni della Civica Raccolta Bertarelli), della musica di Carlo Gesualdo. Come sovente capita in pubblicazioni come questa, alcune fotografie sono letteralmente (filologicamente) da commozione. Il bello è sì solo ciò che piace, ma (appunto) il gusto si educa.

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