STRANO INCONTRO A VENEZIA TRA CRISTIANI, EBREI, MUSULMANI… E PADRE PIO
Arriviamo a Venezia, ci aspettano per cena alla comunità ebraica. Camminiamo per i vicoli di Venezia e da lontano vedo la facciata di una chiesa. Entriamo, Nader accende una candela e recita emozionato una preghiera. Ci accompagna Bruno, la nostra guardia del corpo. «Volete che chiamo un sacerdote?». Chiama il prete perché c’è un gruppo di ragazzi che vengono dalla Terra Santa. Arriva padre Massimiliano. «E cosi, venite dalla Terra Santa!». «è un gruppo veramente speciale padre, sono qui per rappresentare la prima di uno spettacolo su Anna Frank e sui ragazzi che ancora soffrono nel mondo. Sono tutti della Galilea. Nader è cristiano, è lui che ci ha condotto qui, Nida e Ahmed sono musulmani e tutti questi altri sono ebrei». Gli doniamo una piccola sfera d’argento che rappresenta Gerusalemme. «Ecco padre, ci chiamiamo Teatro dell’Arcobaleno perché l’arcobaleno è il patto di pace tra D-o e Noè e perché questi ragazzi sono tutti diversi uno dall’altro, come i colori dell’arcobaleno». Lo invitiamo a teatro a vedere lo spettacolo e gli raccontiamo che in ottobre lo rappresenteremo a San Giovanni Rotondo. Padre Massimiliano dice: «Ma lo sapete che siete entrati proprio nella chiesa dedicata a Padre Pio? Posso fare una preghiera per questi ragazzi?». Prego. «Voglia tu mio Signore che io possa rivedere fra qualche anno questi ragazzi, con le loro famiglie, in pace, qui, tutti insieme, con lo stesso amore che li lega e li unisce oggi». E rispondiamo tutti insieme, cristiani, ebrei, muslamani, «Amen».
Angelica Calò Livné
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