STRANO REGIME

Di Emiliano Fumaneri
09 Dicembre 2004
In un bel Paese dove tutti, ma proprio tutti, millantano di «cantare fuori dal coro»

In un bel Paese dove tutti, ma proprio tutti, millantano di «cantare fuori dal coro», le Edizioni Ares si segnalano ormai da anni per la vena anticonformista e il gusto di sfatare convinzioni preconfezionate. È nato così Inchiostro Rosso. Le vere veline dell’era Berluscono (pp. 416, euro 14), scritto da Massimo Pandolfi in collaborazione con Riccardo Fantini. Il libro prende di mira il mantra di sinistra più in voga e ossessivamente reiterato: gli italiani sarebbero preda di un colossale regime massmediatico orchestrato dal “Cavaliere nero” Berlusconi. In buona sostanza, non si stamperebbe riga che le veline del Big Brother di Arcore non vogliano. Questa tesi è stata dunque verificata empiricamente dagli autori del saggio, documentato ma non privo di sferzante humour. Sei mesi di minuzioso monitoraggio di giornali, agenzie, rotocalchi televisivi, dibattiti parlamentari sono stati tradotti in cifre, tabelle, grafici. Ne è emerso un dato difficilmente contestabile: oltre il 60% dei quotidiani italiani avversa il premier in carica, a conti fatti perfino quotidiani come Libero e il Foglio si sono rivelati spesso e volentieri ben poco “organici” al loro schieramento politico di riferimento. «Effettivamente – commenta tranchant Pandolfi – il Premier ha esagerato quando ha detto che l’80% dei giornalisti è di sinistra…». Nel lasso di tempo considerato Pandolfi e Fantini hanno analizzato 517 editoriali dei tre principali quotidiani nazionali (Corriere, Repubblica, Stampa). Di questi, 348 (67,3% del totale) mantengono in genere un atteggiamento neutro nei confronti di Berlusconi. Ma prendendo in considerazione solo gli editoriali “schierati” a favore o a sfavore di Berlusconi, questi ultimi rivelano una predominanza schiacciante: 150 editoriali anti-Berlusconi (88,8%) contro appena 19 editoriali pro-Berlusconi (11,2%). Senza contare che sul quotidiano imparziale per antonomasia, il Corrierone terzista per vocazione, già imperversa Enzo Biagi con le sue “omelie” domenicali al vetriolo (80% delle quali antiberlusconiane). In libreria la situazione non migliora di molto. Dei 97 libri in commercio all’inizio del 2004 direttamente o indirettamente riguardanti Berlusconi, 20 sono catalogabili come neutri (20,6%), 12 positivi (12,4%) e ben 65 negativi (67%). Un totale di 15mila pagine in chiave anti-Cavaliere. Non manca nel libro un’impietosa analisi delle pecche più vistose del sistema dell’informazione, dai finanziamenti pubblici erogati in maniera discutibile alle norme draconiane in tema di privacy, dalla scarsa imparzialità del sindacato giornalisti all’omologazione dei contenuti in giornali costruiti sui medesimi lanci d’agenzia.

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