Su Recoba ho sbagliato. Però resta Adriano

Di Fred Perri
06 Settembre 2007

Questo è uno spazio cinico e baro, ma non infingardo e neppure codardo. Noi (plurale maiestatis) qui si suda, si sfanga, ci si ingegna tutte le settimane per trovare qualche cazzata da mettere nero su bianco e quindi ogni tanto (rarissimanente, per la verità) si prendono le cantonate. Però se si prendono, si ammettono. Senza distinguo. Lo so, meno il can per l’aia e do un colpo al cerchio e uno alla botte per rimandare la salva dei moschetti. Orsù, compagni e amici, basta ciance. Oggi qui affronto il vostro plotone d’esecuzione. Mirate al cuore e non abbiate timore del sangue. Ho sbagliato. Ero convinto che Alvaro Recoba sarebbe rimasto all’Inter, come sempre, come gli accade da dieci anni, per la gioia di Massimo Moratti, del suo giardino e di noi (interisti compresi), che ci saremmo interrogati sul mistero di questo talento inesploso. E per la rabbia degli allenatori che non sanno dove metterlo. E invece no. Recoba se n’è andato. Sabato c’erano 5 mila tifosi granata ad attenderlo a Torino. Ho sbagliato, e non serve ricordare che a inizio estate gli avevo suggerito di partire e quindi affidarmi alla clemenza delle corte. Ho scritto una scemenza e me ne assumo la responsabilità. Però Adriano è rimasto, l’Inter ha beccato 5 pappine dal Barcellona, Mancini è già nervoso. Anche senza Recoba, i nerazzurri ci faranno divertire. Più del governo Prodi e di mister Bean messi assieme.

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