Sussidiarietà a Parigi
Il libro di Chantal Millon-Delsol (tradotto egregiamente da Massimo Tringali) ha il grande merito di riuscire a riportare alla luce il percorso del principio di sussidiarietà nella storia del pensiero filosofico, recuperando ad esso tutta la sua dignità, così liberandolo dal riduzionismo e dalla retorica con cui ancora oggi troppo spesso lo si evoca. Il principio di sussidiarietà nel libro della Delson si evidenzia quindi con tutta la sua forza culturale, dimostrandosi antitetico al codice genetico dello Stato moderno che affonda le sue coordinate nello statalismo e nel centralismo. E anche ad una certa direzione che ha assunto il processo di integrazione europea.
La tesi dell’autrice non lascia spazio a equivoci: è un’Europa fondata sulla sussidiarietà quella voluta dai Padri Fondatori (De Gasperi, Schumann, Monnet, Adenauer) e che oggi viene riproposta da correnti liberali e cristiane. La concezione di integrazione europea proposta dalla Millon-Delsol è quindi opposta a quella “imperialistica”, oggi prevalente. La sua opinione, infatti, è che «l’Europa che si sta costruendo assomiglia a un impero: egualitaria nell’ambito sociale; dotata di uno stesso sistema di leggi e normative, amministrata da un generico potere burocratico. è come se si volesse trasportare sul piano continentale il centralismo che domina in Francia».
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