Taci, il regime ti ascolta

Di Tempi
25 Maggio 2006
«intercettazioni da fascisti». Andreotti e mastella fanno centro

«Intrallazzare con gli arbitri è scorrettezza bastante a falsare il gioco? Sì, lo è. Siano dunque cacciati i reprobi, e ci si rimetta a giocare con il mazzo di carte nuovo». No, non è tifo giustizialista quello del fogliante Maurizio Crippa. È un argomento irresistibile per il «terribile scandalo italiano» (parola di Blatter, presidente Uefa) che «pagherete caro ai mondiali» (pizzino di Beckenbauer, presidente del comitato Germania 2006). Se non che di irresistibile c’è anche il metodo. Fango nel ventilatore. Ma anche qualche precauzione. Avrete certamente notato che la Juve di Moggi non è la Juventus degli Agnelli e il moggiano Lippi non è il craxiano Amato. Stillicidio di intercettazioni sui giornali, mostri sbattuti in prima pagina. Questo è il metodo che è iniziato nel lontano 1994 e il cui segreto democratico nemmeno Paolo Mieli (che pure una volta si autocriticò proprio qui su Tempi) conosce. Infatti, come si fa ad avere tutte le anticipazioni dei segreti istruttori? O tutte le anteprime dei saggi etici di Guido Rossi? Il metodo andò in soffitta giusto negli anni del primo governo dell’Ulivo ed è tornato in auge giusto alla vigilia del Prodi bis. Tutti sguazzano nel sistema. Però, quando da chissà quale tavolo parte l’ok al giro di vite e viene giù tutto, tutti corrono a dichiararsi vittime di un Grande Satana.
La chiamano “giustizia” e “legalità”. Ma se c’è sistematica violazione delle regole giudiziarie. Se c’è intrusione nella vita privata di persone che nulla hanno a che vedere con le indagini. Se sbattono sui giornali perfino i mugolii delle amanti. Se sei già condannato sui giornali prima che ti abbiano tirato su la forca del processo, che legalità è? Che giustizia sarà?
Sono giustizia e legalità da “regime fascista” dice Giulio Andreotti. Applausi al senatore a vita. E un “bravo!” anche a Clemente Mastella se, come promette da neo ministro della Giustizia, interverrà su questo barbaro sistema di fare giustizia (e legalità) secondo i tempi e i modi della convenienza politica (e finanziaria).

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