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Se non si piega finalmente l’aspettativa contraria del mercato, i liquidi di Francoforte tutelano le banche, ma non gli Stati, precipitati intanto in deflazione per l’austerity senza piani di ritorno alla produttività. Pubblichiamo l'articolo di Oscar Giannino che appare sul numero 07/2012 di Tempi in edicola
Il giornale di Confindustria lancia l'allarme credit crunch per promuovere la nuova sezione del quotidiano «Imprese & territori», facendo leva su un lavoro preparato dal Centro Europa Ricerche (Cer). Ma i responsabili dichiarano a tempi.it: «Il lavoro fatto non è una previsione, nelle “vere” previsioni del nostro centro non c'è traccia di credit crunch».
«Io avevo una Fiat 850, il mio titolare una Citroen Pallas "squalo"». Ecco come iniziò il presidente di Banca Mediolanum: l'incontro con Berlusconi a Portofino, la mamma angelo custode e i calli del falegname. «Quando ho iniziato ho fatto lo stesso ragionamento di Steve Jobs». E, oggi, con trent'anni di esperienza, ha un paio di idee «per i due SuperMario».
Molti dei nostri istituti di credito riacquistano le proprie obbligazioni. Lo ha fatto Unicredit ed è probabile che l'esempio sia seguito da Banca Monte Paschi, Ubi banca e Banco Popolare. Il buy back di Piazza Cordusio permette di mettere in cascina un po' di utili e di migliorare il Core Tier 1 ridefinito dall'European Banking Authority (Eba).
Il presidente della Bce Mario Draghi dipinge all'Europarlamento la situazione dell'Europa a tinte molto fosche: «Quando il mio predecessore Jean-Claude Trichet si è rivolto a questa commissione a ottobre, ha detto che questa crisi aveva raggiunto dimensioni sistemiche. Da allora è peggiorata, la situazione è gravissima»