L'accusa da cui dovrà difendersi il popolare comico Bassem Youssef è di avere «minato la reputazione» del presidente egiziano Mohamed Morsi durante uno dei suoi show televisivi. Anche un giornale è stato denunciato.
Il 17 dicembre 2010 il tunisino Bouazizi si dava fuoco per protestare, dando inizio alla Primavera araba, che ha fatto cadere i regimi di Tunisia, Libia e Egitto. Nei tre paesi, però, ora comandano confusione, crisi e estremismo islamico.
Il presidente dei Fratelli Musulmani ha deciso che da oggi al 23 dicembre le canzoni troppo «emotive» non dovranno essere trasmesse «perché non sono canzoni appropriate allo stato attuale del paese».
L'economia egiziana è al collasso. Per tirarla su servono i 4,8 miliardi di dollari di prestito del Fondo monetario internazionale. Ma Morsi ha fatto cambiare idea agli investitori.
Condannato a tre anni di prigione Albert Saber. Attivisti preoccupati dai Fratelli Musulmani, che potrebbero interpretare in senso islamista una Costituzione «vaga».
Padre Rafic Greiche, portavoce della Conferenza episcopale d'Egitto: «Siamo di fronte alla minaccia dell’introduzione della sharia come prima fonte di diritto».
Il leader salafita Saeed Abdel-Azim ricalca la richiesta del leader di Al Qaeda Al Zawahiri e afferma: «Organizzeremo una rivoluzione islamica di massa in Egitto».
Morsi ritira in parte la dichiarazione costituzionale che l'ha reso dittatore ma gli resta il potere di emanare altri decreti simili. Il referendum sulla Costituzione si terrà nonostante l'esercito in strada e le vittime il 15 dicembre. L'opposizione protesta.