Morsi, il cui gradimento è sceso al 57 per cento, ha fissato la data per il referendum dell'approvazione della Costituzione: si voterà il 15 dicembre, ma i giudici in sciopero non controlleranno la regolarità del voto.
Intervista al portavoce della Chiesa cattolica egiziana p. Rafic Greiche: «La Chiesa si è rifiutata in modo categorico di tornare indietro e votare una Costituzione inaccettabile. L'Egitto oggi è una dittatura ma la Chiesa è unita».
Dopo la presa del potere in modo dittatoriale da parte del presidente egiziano Mohamed Morsi, Francia e Germania commentano imbarazzati: «Siamo preoccupati, non ci sembra che si vada nella giusta direzione». Repubblicani ci vanno già pesante.
Persino Ahmed Fahmi, membro della Fratellanza e capo della Shura, critica la mossa con cui Morsi ha accentrato nelle sue mani tutti i poteri dello Stato: «In questo modo ha nettamente diviso il paese tra islamisti e civili».
L'inviata al Cairo Kristen Chick conferma a tempi.it la gravità della dichiarazione costituzionale del presidente dei Fratelli Musulmani Mohamed Morsi: «Potrà fare tutto quello che vuole, ora ha poteri senza restrizioni».
Intervista all'ex ambasciatore ed editorialista del Corriere della Sera Sergio Romano: «Lo scopo di Hamas era mettere alla prova i nuovi governi musulmani della regione. E ci è riuscita».
Dopo la Primavera araba Egitto e Tunisia, guidati dagli islamisti, sono passati a difendere Hamas. La Turchia non ha dimenticato i nove attivisti uccisi sulla Mavi Marmara e il Qatar persegue i suoi progetti di egemonia in Medio Oriente.