Il paradosso (e la convenienza) di una società dei sani che sostiene il diritto di anziani lucidi e in buona salute a una morte volontaria per prevenire la demenza
Negli ultimi anni sono state stralciate 382 dichiarazioni anticipate di eutanasia. «Le persone le redigono da sani, ma quando poi si ammalano cambiano»
Dovrebbe essere chiaro che cosa succede quando non riconosciamo più la sacralità della vita: con questa legge avremo anche in Italia i nostri Charlie e Alfie
Resi noti i dati sulla dolce morte. E' sempre più chiaro che a spingere verso il decesso c'è anche una ragione economica (liberare posti letto) o di salute mentale. Si sono registrati 3 casi sotto i 18 anni (9, 11 e 17 anni)
Roger Foley, canadese di 42 anni affetto da malattia neurodegenerativa, pubblica gli audio sconvolgenti in cui i medici di un ospedale pubblico gli consigliano insistentemente di uccidersi per liberare il posto letto
Con un coraggioso messaggio Philip Egan, vescovo di Portsmouth, lancia un allarme a clero e laici dopo il caso Alfie Evans: «Abbiamo urgente bisogno di rivedere l'assistenza per anziani e fine vita»
Il nuovo codice di condotta inviato a tutti i medici del paese sancisce che i comuni acciacchi dell'età avanzata (problemi di vista, udito, equilibrio) sono sufficienti per avere diritto alla "buona morte"
Dal Quebec alla California, dall'Ontario all'Oregon, gli Stati che approvano l'eutanasia non finanziano le cure palliative e così i pazienti sono «costretti a morire»