I cristiani egiziani sono stati arrestati questa settimana dopo l'attacco dei salafiti a una chiesa di Bengasi. Vescovo copto: «Erano in Libia a lavorare, non a fare proselitismo».
L'ayatollah Khamenei ha scritto al presidente egiziano Mohamed Morsi: «Ignorate le pressioni esterne che vi spingono a staccare la religione dalle questioni politiche. Mettete in pratica il nostro sistema politico».
Yohannes A. è stato trucidato da un gruppo di ribelli, estremisti islamici, su un pulmino mentre si dirigeva ad Aleppo. La comunità armena: «Ucciso in odium fidei».
Come anticipato a tempi.it dal membro islamista di Ennahda Imen Ben Mohamed, Il primo ministro della Tunisia Hamadi Jebali si è dimesso. Ora Ennahda farà un nuovo governo tra lo scetticismo della gente.
A gennaio Boko Haram ha fatto proposte per un cessate il fuoco. Il generale Sarkin-Yaki Bello pronto ad accettare se il leader dei terroristi rinuncerà in pubblico alla violenza.
L'accusa è di essere missionari intenti a fare proselitismo distribuendo materiale cristiano. Dalla caduta di Gheddafi la vita dei cristiani in Libia è molto dura.
Il sito non ha eliminato dai suoi contenuti il video satirico-demenziale "L'innocenza dei musulmani", che ha scatenato proteste in tutto il mondo arabo. Al governo spetta l'applicazione.
È la testimonianza del giardiniere del cimitero cristiano italiano di Tripoli: «I resti di ossa umane vengono prese dalle tombe e sparpagliate per il cimitero».
«L'estremismo islamico, condannato da tutti, rimane però un oggetto misterioso. Un argomento tabù». Padre Piero Gheddo va alla radice dell'incerto destino della primavera araba