Marina Corradi

Marina Corradi
27 Ottobre 2013
Milano, ottobre. L’altra mattina presto in via Rombon, dove le auto accelerano uscendo dalla città, al semaforo dopo il ponte ferroviario ho alzato gli occhi dal volante. Contro un cielo incolore un grande stormo di uccelli volteggiava, disposto in formazione perfettamente simmetrica sulla città ancora addormentata. Ancora una volta mi ha sorpreso come delle creature […]
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Marina Corradi
12 Ottobre 2013
Confesso che sono entrata perché ho sentito il profumo. La porta era aperta e ne veniva un odore fragrante di carta, di quaderni, di grafite. Ricordi restituiti alla memoria, nella folgorante capacità evocativa dell’olfatto: il profumo delle cartolerie all’inizio della scuola è identico a quarant’anni fa. E ancora, come entri, tutto è uguale: una stretta […]
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Marina Corradi
05 Ottobre 2013
«Se Cristo venisse in silenzio e si sedesse su una sedia lì vicino a costei, e tutti a un certo punto ce ne accorgessimo…». Non so perché questa ipotesi di don Giussani riportata in un libro di Francesco Ventorino (Stare dove egli è) nel silenzio di una delle ultime sere d’estate mi cade dentro come […]
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Marina Corradi
29 Settembre 2013
Avevo vent’anni. Passavo da Roma. Era una giornata luminosa e caldissima. Dopo ore a piedi, ammaliata, tra il Tevere e piazza Navona, cercavo un po’ di fresco e di ombra. Sono entrata in una chiesa, io che nelle chiese non mettevo mai piede, senza saperne il nome. Volevo solo un angolo di quiete. Dalla mia […]
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21 Settembre 2013
Lugano, settembre. Sotto a un sole già impercettibilmente scolorito come è liscia, in una mattina di fine estate, l’acqua del lago. Un battello bianco si stacca da un molo, carico di turisti. Dei giapponesi su dei pedalò costeggiano pigramente la riva. Le aiuole sono rasate alla perfezione, e non si vede in tutta la città […]
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15 Settembre 2013
Milano, settembre. In quel bar andavo ogni mattina con il cane, fino a tre mesi fa, a bere il caffè. Dietro al banco il barista era uno sulla cinquantina, grosso, stempiato, con due occhi chiari e ironici che ti scrutavano, curiosi. Come va, mi chiedeva mentre con un gesto veloce piazzava il filtro nella macchina […]
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