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La badante, la nera, la terrona. Contro la leghista Mauro si è scatenata tutta la rabbia del popolo e dei leader del suo stesso partito. La giornalista e femminista Ritanna Armeni invece la difende: «Identificare una persona come origine di tutti i mali mira solo a far vedere che gli altri sono puri».
Intervista al critico d'arte Vittorio Sgarbi sul presente e il futuro della Lega Nord: «A uscirne con le ossa rotte forse sarà proprio quel Maroni che ora sembra avere il futuro tra le mani. Chissà che Rosi Mauro, proprio perché a Bossi è stata fedele, non finisca per essere il leader. L'unico che non rivedremo più? Il Trota».
Maroni pone l'aut aut al consiglio federale: o lei o me. Rosi Mauro ha commentato così l'«epurazione»: «Il rancore è prevalso sulla verità. Se qualcuno è arrivato al punto di minacciare le dimissioni se no si fossero presi provvedimenti contro di me, vuol dire che la presunta unanimità è stata imposta con un ricatto politico».
«La Lega è divisa per colpa delle lotte intestine». Per Francesco Cundari, giornalista dell'Unità, «una parte del Carroccio ha denunciato i comportamenti disinvolti di altri componenti». E ora? «La slavina non è finita e gli scandali hanno dato il via a una serie di piccole vendette. Vere delinquenze si confondono a questioni personali».
I tre sondaggisti Renato Mannheimer, Antonio Noto e Nicola Piepoli avanzano qualche ipotesi sul possibile futuro di una Lega senza Bossi e oltre Bossi. che cosa accadrà? Difficile dirlo. Per Mannheimer, in caso di tracollo, i consensi del carroccio potrebbero finire ovunque. In parte anche nell'Italia dei Valori.
Dopo il terremoto causato dalle dimissioni di Umberto Bossi, nella Lega Nord è il caos. Per Antonio Noto, sondaggista di Ipr marketing, è difficile che il partito ne risenta nell'immediato. Più oscuro, invece, il futuro. «Borghezio raccoglie il 5 per cento dei consensi. Salvini il 15. Maroni stacca Bossi di venti punti percentuali».