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È quanto messo in luce dal rapporto sulle vittime civili 2011 dell'Onu. Gli attacchi dinamitardi e kamikaze dei talebani hanno provocato la morte del 77 per cento delle 3.021 persone rimaste uccise in Afghanistan l'anno scorso. Il governo si rivela sempre più incapace di difendere la popolazione e gli Usa hanno annunciato che entro la metà del 2013 si ritireranno.
Intervista a Luigi Geninazzi, inviato di Avvenire, che spiega a tempi.it la situazione in Siria e perché la Russia non mollerà Assad fino alla fine: «È l'unico alleato che gli rimanga in una zona geopolitica fondamentale come il Medio oriente. Il problema è che tra gli oppositori del regime ci sono salafiti armati e uomini di Al Qaeda. La guerra civile è già iniziata»
La denuncia è arrivata dall'Alto commissario dell'Onu per i diritti umani, Navy Pillay: «La diffusione e la natura sistematica delle uccisioni, delle detenzioni, degli arresti e delle torture» inducono a ritenere tali atti «veri e propri crimini contro l'umanità». La reazione dell'ambasciatore siriano all'Onu: «Informazioni fuorvianti, affermazioni incredibili»
Sale la tensione tra Israele e Iran. Quest’ultimo pare in dirittura d’arrivo nel dotarsi di una bomba atomica. Usa e Francia minacciano sanzioni, ma secondo Stefano Magni, giornalista dell'Opinione, le misure adottate potrebbero non bastare: «Una soluzione efficace potrebbe essere rappresentata dall'embargo sul petrolio iraniano che si raffina in Europa»
Per le star di Hollywood e dintorni fare beneficenza è naturale come sfilare sul red carpet. Angelina Jolie, Brad Pitt e Sean Penn sono impegnatissimi nel sociale, sempre in prima linea quando c'è bisogno di aprire il portafogli per beneficenza. E anche in Italia non mancano i vip generosi con i meno fortunati. Ma lo faranno per moda o perché ci credono davvero?
La repressione in Siria delle rivolte finora è costata 2.700 morti. Il documento europeo che prefigurava possibili sanzioni Onu è stato approvato da nove paesi con quattro astensioni ma Cina e Russia, scatenando l'ira generale, hanno posto il veto. Pechino: «Non interferenza». Mosca: timori per una nuova Libia
Nel 1948 circa 700 mila palestinesi abbandonarono le loro case dove poi sorse lo stato di Israele. E' il tema più spinoso per la pace tra Israele e Palestina: il rientro dei profughi è un diritto irrinunciabile secondo i palestinesi, un atto inammissibile perché tale diritto non esiste e perché il suo riconoscimento comprometterebbe la natura ebraica dello stato secondo gli israeliani