PDL
Roberto Formigoni chiarisce di non essere interessato a cariche da ministro nel possibile "Governo Monti". «Non ho chiesto di farne parte, dovrò deludere chi si aspetta una successione in Lombardia». Ieri era a Porta a Porta. Oggi, sul Corriere della Sera, Maurizio Lupi dice di essere per le larghe intese, ma contro l'inciucio e il ribaltone
Berlusconi: «Devo tutelare l'Italia». Alfano: «Voto, ma decida Napolitano». Formigoni: «Governo a tempo». Bersani: «Idv va per funghi». La Cdo: «No elezioni anticipate». Vendola e Cgil per la patrimoniale. Monti: «Più crescita». Cosa hanno detto Fini, Alfano, Bersani, Casini alla presentazione del libro di Lupi
Mario Monti è stato nominato senatore a vita da Giorgio Napolitano. Sembra il primo passo verso un governo tecnico cui prenderebbero parte Pdl, Pd e Udc. All'opposizione Lega e Idv. «Non possiamo dividerci adesso» avrebbe detto il premier a Bossi. «Mandiamo tutto all'aria per un governo insieme al Pd?», la risposta del Senatùr. Oggi andranno avanti le discussioni tra Pdl e Lega
Spero che Formigoni non si fermi nella sua azione di critica iniziata sui tagli alle autonomie virtuose, e poi estesa a Pdl e governo. Mi auguro che vada avanti senza curarsi di chi alimenta veleni e vendette. Anticipiamo l'articolo di Oscar Giannino che uscirà sul numero 45/2011 di Tempi da giovedì in edicola
Raffaello Vignali, parlamentare del Pdl, spiega a Tempi.it che cosa succederà dopo la notizia di ieri che Berlusconi non si dimetterà subito ma solo dopo l'approvazione della legge di stabilità: «O viene formato un nuovo governo di maggioranza, insieme alla Lega, oppure si va alle elezioni. Non c'è nessuna possibilità di governi tecnici, Napolitano non lo permetterà»
Gabriele Toccafondi, parlamentare del Pdl, esclude ogni possibilità di governo tecnico e sull'andamento dei mercati dichiara: «L'instabilità politica manda in fibrillazione i mercati. La sinistra ha voluto le dimissioni di Berlusconi e ora non ha una alternativa politica. Con il maxi emendamento che approveremo ci dimostriamo più responsabili di loro»
Per Sergio Soave, analista di Foglio e Avvenire, il compito primario dell'Italia in questo momento è dare una risposta alle esigenze europee. E Berlusconi ha ancora un ruolo determinante: «Chi credeva che bastasse l’annuncio delle sue dimissioni per calmare i mercati, ha preso un abbaglio e il disastro di queste ore ne è la prova. Non usciremo dalla crisi decapitando il capro espiatorio»
Consensi a picco, elettorato confuso, magistratura alle calcagna. Che cosa può e deve fare Silvio Berlusconi per cavalcare le difficoltà anziché subirle? Interviste ai sondaggisti Antonio Noto, Nicola Piepoli, Alessandro Amadori. Suggerimenti per qualche inaudita mossa a sorpresa. Ripubblichiamo l'articolo uscito su Tempi n. 39/2011