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Il regista, a cui sono da sempre cari film impegnati e di denuncia civile, si confronta con una pagina nera della cronaca recente italiana. Il suo approccio cronachistico alla notte nera della scuola Diaz è però incompleto e l'abbandono di qualsiasi riflessione di natura politica è il vero punto debole dell'opera.
Il geniale regista americano porterà al cinema il suo Django Unchained, un western ispirato alle atmosfere del maestro Sergio Leone. Della trama non si sa molto ma, con una locandina di poche parole e un trailer di un minuto, l'autore di Pulp Fiction si è già assicurato incassi natalizi stratosferici.
Fino a 15 anni fa, avevo una vita "normale". Poi mi hanno diagnosticato la Sla e la mia vita è cambiata radicalmente. Ma anche un'esistenza come la mia vale la pena di essere goduta fino in fondo. A partire da questo articolo vi racconterò la mia quotidianità e quella di tanti altri come me (d'altronde, c'è qualcosa di più interessante di ciò che accade nel quotidiano?)
Dopo l'uscita di scena del candidato conservatore, il miliardario repubblicano deve studiare con cura le prossime mosse per ottenere il consenso della base, senza perdere l'appoggio centrista. Una soluzione potrebbe essere la promessa di un posto rilevante per l'ex sfidante cattolico, che però punta alle elezioni del 2016.
La casa di produzione si è detta delusa dallo script presentato dallo sceneggiatore Joe Eszterhas e ha abbandonato il progetto. L'autore ha scritto una lunga lettera a Mel Gibson accusandolo di aver fatto di tutto per boicottare il progetto. «Tutte cavolate - ha replicato il regista - la verità è che la sceneggiatura era semplicemente orribile».