Oltre 15 mila persone sono scappate dopo l'attacco di venerdì. Per la prima volta l'esercito non è riuscito a riprendere la città, che è ancora nelle mani dei terroristi
Si sono riuniti domenica sera alla fine della Messa davanti alla chiesa di San Giorgio a Baghdad con questo cartello: «Anch'io sono un cristiano iracheno». Il patriarca Sako era fra loro: «Grazie, questo raduno porta speranza»
Alle 24 di sabato è scaduto l'ultimatum dello Stato islamico: per non «affrontare la spada» tutti i cristiani sono dovuti fuggire. Un docente musulmano che si è opposto pubblicamente è stato ucciso
Come dichiarato da monsignor Shleimun Warduni a Baghdadhope «vengono obbligati a lasciare le loro case. Ai check point gli rubano tutto: soldi, averi, anche le auto»
Le case marchiate vengono requisite perché "proprietà dello Stato islamico". I cristiani, come gli sciiti, non possono ricevere le bombole di gas a prezzo calmierato
La rimozione del crocifisso, come riporta Ankawa.com, è avvenuta una settimana dopo l'occupazione della chiesa, insieme alla presa delle arcidiocesi caldea e siro-ortodossa
Monsignor Paulos Faraj Rahho, arcivescovo di Mosul, venne rapito e ucciso da ignoti nel 2008. Nonostante le minacce, diceva: «Finché rimane qui anche un solo cristiano, io non me ne vado»
Per la prima volta in sedici secoli nelle chiese di Mosul non si celebrano più Messe e per l'Iraq si fa sempre più reale lo spettro della divisione in tre Stati autonomi e in guerra tra loro