Il rapimento, «l’apice dell’abominio», ha prodotto un piccolo miracolo in Nigeria. In un paese diviso da scontri etnici e religiosi, insieme ai cristiani anche diversi imam hanno condannato la violenza
Deborah Peters viveva in Nigeria, nello stesso paese delle 300 studentesse rapite da Boko Haram. Nel 2011 i jihadisti le assassinarono il padre, pastore protestante, e il fratello. «Stanno ancora cercando mia madre perché si è convertita al cristianesimo»
Una foto mostra una cinquantina di giovani disposti ordinatamente in sette file in atteggiamento militare davanti all'ufficio reclutamento dei terroristi nella città di Al Bab
Guido Olimpio, giornalista del Corriere della Sera esperto di terrorismo, spiega a tempi.it la strategia degli islamisti, che continuano a rilasciare video e messaggi: «Diffondono l'idea di essere soli contro il mondo»
In un nuovo video il leader dei terroristi islamici Abubakar Shekau ha promesso di liberare le studentesse in cambio degli islamisti prigionieri nelle carceri nigeriane
Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Italia e Cina promettono aiuto al governo africano mentre le famiglie delle ragazze rapite vivono nel terrore: «Dobbiamo dormire nella foresta»
In due diversi attacchi nello Stato di Borno, lunedì e martedì, gli islamisti hanno raso al suolo un villaggio con gli esplosivi, mentre «sono passati casa per casa in cerca di ragazze» in un altro
Siria, Yemen, Libia e Tunisia tra i paesi che più impensieriscono gli Stati Uniti. Nel 2013 si sono verificati 9.707 attentati con le fazioni regionali di Al Qaeda che diventano sempre più forti ed indipendenti
L'Isil ha giustiziato sette uomini colpevoli di essersi opposti al califfato islamico. Almeno due di loro sono stati crocifissi, come riportato da un gruppo di attivista della città siriana
Massiccia adesione all'iniziativa della moglie del governatore del Borno per chiedere la liberazione delle oltre aduecento ragazze che sarebbero ancora nelle mani dei terroristi islamici