Il motivo dei continui “sì, no, forse” del leader del M5s al “campo largo”, i suoi rapporti con i cinesi, lo scivolone antisemita del suo principale sponsor “intellettuale”. Rassegna ragionata dal web
Il presidente del M5s Giuseppe Conte ospite del Pd alla Festa dell’Unità di Reggio Emilia, 6 settembre 2024 (foto Ansa)
Il presidente del M5s Giuseppe Conte ospite del Pd alla Festa dell’Unità di Reggio Emilia, 6 settembre 2024 (foto Ansa)
Su Dagospia si riprende un articolo di Francesco Bechis sul Messaggero dove si scrive: «Che ci facevano ieri Giuseppe Conte e Maurizio Landini a pranzo insieme, da Sabatino, in pieno centro? Colloquio fitto tra il presidente dei Cinque stelle e il segretario della Cgil, condito di risate e dei sontuosi antipasti in vetrina nel ristorante a due passi dai palazzi della politica. Con annessa spigola al forno».
A sinistra vive ancora, pur tra dubbi crescenti, la speranza di costruire uno schieramento ampio che poggiando su Pd, 5 stelle e qualche centrino possa contrastare il centrodestra alle elezioni ammnistrative in attesa di arrivare alla sfida delle politiche che si terranno, se le Camere non si scioglieranno prima, nel 2027. La preoccupazione per una rottura tra Conte e Beppe Grillo è forte, ma si conta su un possibile blocco sociale che tolga spazio di manovra al co...