TELEDIPENDENTI
Alla faccia della passione politica. Si vede che la tv logora chi non ce l’ha più del potere. Non bastano le cozze abbondanti a consolare l’onorevole Michele Santoro orfano di share, né la politica senza telecamere a saziare il protagonismo di Lilli Gruber, di cui gli annali del giornalismo ricorderanno la chioma e la postura sguincia. Né l’Europa può fare molto per la desolazione di D’Alema in versione euro, che alla fine tra i banchi di Strasburgo si è accorto di una verità poco progressista: “Qui non c’è politica, solo technicalities.”. Si scommette ormai sul mese dei loro addii a Bruxelles, maggio, novembre o febbraio. Tutti e tre sono stufi dell’esperienza europea che non ne facilita l’esposizione nella penisola. Il giornalista di “Sciuscià” vuole tornare in Rai e a quanto pare vorrebbe squagliarsi prima dell’estate in modo da rientrare nei palinsesti autunnali. Per la rossa ex-conduttrice del Tg1 si pronostica l’autunno perché lei insiste nel pretendere il ruolo di portavoce della Fed prodiana la cui campagna inizierà appunto verso novembre. Per l’ex-segretario diesse si va più oltre ma non troppo, gli serve tempo per lanciare la sua rincorsa. Verso dove? Si vedrà, purchè in tv.
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