Telelavoro
Un capitolo a parte, nel mondo del nuovo lavoro, è rappresentato dal telelavoro. In Europa tra 1994 e 2002 i telelavoratori sono passati da 1.437.000 a 9 milioni: dall’1% al 6% della forza lavoro. In Italia, nello stesso periodo, sono saliti da 97.000 a 720.000, dallo 0,5% al 3,6%. Cifre ancora lontane rispetto ai picchi relativi di Finlandia e Svezia, col 16,8 e il 15,2% di telelavoratori, o a quello assoluto dei 15 milioni degli Stati Uniti, col 12,9% della forza lavoro.
Ma il telelavoro è in realtà in ritardo. Negli anni ’60, infatti, i futurologi dell’epoca prevedevano che entro il 2000 si sarebbetrocata a telelavorare.
Gli esperti distinguono il telelavoro in tre tipologie principali. Il lavoro presso telecentri attrezzati riguarda centri satellite nei quali possono telelavorare anche persone di diverse aziende. Il Telecottage è svolto dalla propria casa, dotata di una stanza attrezzata per svolgere l’attività ricevendo indicazioni dall’azienda e inviando il lavoro completato via fax, e-mail o extranet aziendale. Il lavoro mobile si svolge grazie a un ufficio portatile con personal computer, possibilità di inviare e-mail e fax ed un telefono cellulare che permetta anche di collegarsi al web.
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